Il 6 gennaio 2026, solennità dell’Epifania, si chiude l’Anno giubilare dedicato alla Speranza, e contestualmente si celebra la Giornata Missionaria Mondiale dei Ragazzi (GMMR), anch’essa dedicata alla Speranza.
E’ l’appuntamento annuale di bambini e preadolescenti con la missione a loro misura, per il quale ogni anno Missio Ragazzi sceglie uno slogan ad hoc. Quest’anno è “Accendiamo la Speranza”, ad indicare che – se anche l’anno giubilare trova conclusione – l’invito a portare Speranza ovunque nel mondo, non è mai fuori luogo. Anzi, tutt’altro! La Speranza è un desiderio di tutti, a maggior ragione in questo periodo in cui le guerre si moltiplicano e la sofferenza attanaglia milioni di uomini e donne di ogni continente.
«La speranza – commenta don Valerio Bersano, segretario nazionale di Missio Ragazzi – è il dono che chiediamo sempre, è l’augurio che riceviamo da chi, volendoci bene, ci spera più felici e senza paura. Ma alla speranza umana è opportuno aggiungere quella cristiana, che è la consapevolezza di non crederci mai soli, ma sempre nelle mani di Dio, custoditi dalla Sua Misericordia».
Per la celebrazione della GMMR 2026 Missio Ragazzi ha realizzato e diffuso vari strumenti di animazione missionaria, tra cui il manifesto – già esposto nelle chiese d’Italia – e “L’Animatore Missionario 4” (scaricabile qui), un sussidio inviato a tutte le parrocchie, utile per gli educatori di gruppi di ragazzi, con varie proposte per animare la GMMR.
Si ricorda che quest’appuntamento è fissato dalla Chiesa universale nella solennità dell’Epifania, ma viene lasciata libertà alle singole parrocchie/diocesi di celebrare questa ricorrenza in un giorno più consono alle proprie esigenze, vista la particolarità della data in calendario. L’importante è che tutte le realtà ecclesiali che hanno a cuore l’educazione alla fede dei ragazzi, possano celebrare quest’appuntamento per aiutare i più piccoli a scoprire il loro protagonismo nella missione. Come?
Con una preghiera al giorno per i coetanei di tutto il mondo e un’offerta per quelli più bisognosi.
Sono gli impegni che il fondatore dell’Opera della Santa Infanzia consegnò ai ragazzi francesi 183 anni fa. Il 19 maggio 1843, infatti, monsignor Charles de Forbin Janson, vescovo di Nancy (Francia), chiese ai più piccoli di garantire “un’Ave Maria al giorno e un soldino al mese” per sostenere i loro coetanei cinesi in grave difficoltà. Con il passare del tempo, la proposta si diffuse in altri Paesi europei e poi anche altrove, tanto che il 3 maggio 1922, papa Pio XI, consapevole del grande contributo che in circa 80 anni l’Opera aveva dato alle missioni, la fece sua, riconoscendola come “pontificia”.
Da quell’anno, dunque, il nome della rete che unisce tutti i ragazzi missionari del mondo è diventato Pontificia Opera della Santa Infanzia, più conosciuta come Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria (Poim) che, insieme alle altre, forma le Pontificie Opere Missionarie.
Clicca qui per scoprire tutto il materiale realizzato e proposto da Missio Ragazzi per la GMMR 2026.
Clicca qui per conoscere e sostenere i progetti di sostegno all’infanzia della Poim.