Fare memoria di uomini e donne di “ordinario coraggio quotidiano” nel loro servizio del Vangelo: è lo scopo della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri, promossa da Missio Giovani e giunta alla 34esima edizione. E’ un appuntamento della Chiesa italiana nel cuore della Quaresima, come ricorda in questa riflessione Elisabetta Vitali, segretaria di Missio Giovani.
Il 24 marzo 2026 celebriamo la 34esima Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri. Questo giorno ci invita a ricordare coloro che hanno donato la propria vita nel servizio e nel Vangelo e a riconoscere la presenza viva e operante di testimoni che hanno scelto di portare il Vangelo nei luoghi dove la vita e la dignità umana sono maggiormente minacciate.
La data scelta, il 24 marzo, è il giorno in cui, nel 1980, fu assassinato l’arcivescovo di San Salvador, monsignor Óscar Romero, mentre celebrava la Messa. Romero è stato un simbolo del martirio vissuto per la giustizia sociale e per i più poveri.
Ancora oggi per i giovani rappresenta un esempio di una vita cristiana attenta alla preghiera e alla Parola, così come all’attenzione per le sorelle e i fratelli rimasti ai margini della società.
Per questo il Movimento Giovanile Missionario (MGM) delle Pontificie Opere Missionarie, oggi Missio Giovani, ha voluto istituire questa Giornata per ricordare i tanti missionari che donano la propria vita a servizio del Vangelo e degli ultimi, facendosi testimoni di una Parola viva.
La loro testimonianza diventa seme fecondo e ci interpella, spingendoci a rinnovare il nostro impegno battesimale, a vivere la nostra fede con più coraggio, coerenza e carità, specialmente verso chi è ai margini. Ci insegna che la vera missione è spendersi totalmente per amore e che il Vangelo si vive e si testimonia nelle periferie esistenziali e geografiche, mostrandoci la via di una fede che non ha paura di sporcarsi le mani e che si mette a servizio dei fratelli e delle sorelle.
Il tema della Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri 2026 è “Gente di primavera” e si ispira al messaggio di papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2025. Il papa ci ricorda che la missione è un’azione comunitaria: tutta la Chiesa è chiamata a dare continuità alla missione di Cristo. Superando difficoltà e debolezze, essa è spinta dall’amore di Cristo a camminare unita a Lui e a farsi carico, insieme a Lui, del grido che sale dall’umanità.
Così come in inverno la natura sembra morire, ma nella speranza fiduciosa della primavera continuiamo a curare le piante aspettando i primi germogli, allora come missionari siamo chiamati a prenderci cura, con fede, dell’umanità ferita, consapevoli che anche nel dolore, nelle difficoltà, nella dignità umana calpestata c’è sempre un seme pronto a rifiorire.
Lo slogan scelto per la Giornata 2026 ci sprona ad essere gente che porta speranza e amore in questi contesti, soprattutto dove giovani nostri coetanei vivono in situazioni di grande difficoltà.
Nello specifico Missio Giovani ha scelto di sostenere il progetto “Napenda Kuishi” nella parrocchia di Kariobangi, situata nelle periferie di Nairobi (Kenya). Questo progetto mira ad accompagnare i ragazzi di strada, offrendo loro nuove opportunità di rinascita (clicca qui per maggiori info).
*Segretaria nazionale di Missio Giovani
Per la Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri 2026, la Fondazione Missio mette a disposizione molti materiali per l’animazione di gruppi giovanili, parrocchie, diocesi. Clicca qui per l’offerta completa.