Don Valerio Bersano, segretario nazionale di Missio Adulti&Famiglie, Missio Consacrati e Missio Ragazzi, ogni mese commenta l’intenzione di preghiera proposta dal papa tramite l’Apostolato della Preghiera, Opera e Fondazione pontificia. La riflessione di don Bersano viene pubblicata in una pagina ad hoc sul mensile “Popoli e Missione”. Volentieri la riportiamo anche qui.

«Preghiamo perché i bambini affetti da malattie incurabili e le loro famiglie possano ricevere l’assistenza medica e il sostegno necessari, senza mai perdere la forza e la speranza».

Il progresso nella medicina è alla base di ogni azione che si prefigge la cura della persona, dal momento della sua gestazione nel grembo della madre fino al suo naturale spegnersi. La cura per le fragilità dei più piccoli, in modo particolare, deve manifestare il più grande impegno della società, perché la persona – ed in modo particolare i più piccoli e fragili – è il tesoro più prezioso. La comunità che mette al centro i più vulnerabili, contribuisce a far crescere e maturare tutta l’umanità, manifestando vicinanza al malato, restituendo una dimensione familiare dove non fosse possibile in casa, istituendo sul territorio nazionale le case per le cure palliative, luoghi dove manifestare la prossimità a chiunque si trovasse particolarmente solo nella malattia più grave o terminale. Pur sapendo che la medicina negli ultimi decenni ha reso prevenibile e guaribile molte patologie, vi sono numerosi malati “rari” e malati “cronici”. Vi sono bambini con patologie congenite che diventano adulti e bambini estremamente fragili con bisogni speciali, da accompagnare per tutta la loro esistenza. Possiamo ammettere che se non sempre è possibile guarire da una malattia (con cui occorrerà convivere), sarà sempre possibile prendersi cura di un bambino malato e della sua famiglia. Nel tempo che viviamo, pur con i limiti e le disattenzioni della società, bisogna riconoscere che si è sviluppata una straordinaria attenzione al “percorso della cura”, che è molto più articolato rispetto al passato. Curare – è giusto ribadirlo – non è solo guarire, ma significa prendersi cura, sostenere e accompagnare.

Se esistono purtroppo, adulti e bambini inguaribili, non esistono mai adulti o bambini “incurabili”. Nel tempo sono sorti ospedali pediatrici per aree geografiche in Italia ed in Europa; purtroppo scarseggiano in altre aree continentali, dove “Paesi emergenti” rimangono di fatto Paesi svantaggiati ed impoveriti, nonostante l’impegno di organizzazioni come il Cuamm (con sede a Padova, dal 1950 sostiene progetti per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane) o come Emergency (fondata dal medico chirurgo Gino Strada nel 1994, per le cure gratuite alle vittime di guerra, promuovendo una cultura di pace). Lo sforzo medico ha ottenuti progressi nella medicina e nelle cure pediatriche, dimostrando che l’esperienza maturata da migliaia di medici, infermieri e genitori fa la differenza e contribuisce a dare speranza e forza ai più piccoli, che diventano grandi nel loro coraggio e nella loro contagiosa voglia di vivere.