In ogni numero di “Popoli e Missione”, all’interno dell’Inserto PUM, a firma della nostra collaboratrice Loredana Brigante viene pubblicato un articolo che presenta un Centro missionario diocesano. Volentieri lo rilanciamo anche sul sito di Missio, certi che possa essere un’occasione di conoscenza vicendevole e uno stimolo di confronto per tutti i Centri missionari delle varie diocesi d’Italia. Questa nuova “Finestra sulle diocesi” accompagna nel Centro missionario diocesano di Ozieri.
È una diocesi piccola con appena 29 parrocchie e 42mila abitanti, quella di Ozieri, in Sardegna. «Ma è molto unita», aggiunge orgoglioso don Nino Carta, direttore di un Centro missionario che può contare su un gruppo affiatato di 20 persone e su consigli missionari presenti in almeno 15 parrocchie. È anche situata in una zona interna, non si affaccia sul mare. «Eppure, non è chiusa in sé stessa». Ne sono la prova i suoi diversi fidei donum. Tra loro, lo stesso don Nino, per 30 anni in Brasile: dal 1973 al 1993 a São José do Rio Preto e dal 1994 al 2000 nella diocesi di Caraguatatuba, da lui fondata. Oggi parroco di Osidda, un paese di 200 anime, don Nino, nato nel 1940 a Bultei, avrebbe tanto da dire – il passato da prete operaio, la missione in Brasile, il suo “passaparola”, le visite annuali a São José do Rio Preto, l’appartenenza ai Focolarini, una famiglia numerosa di cui due sorelle suore e una consacrata – ma il centro del suo racconto è la diocesi.
In primo luogo, la sua idea di missione (che «prima di fare, è essere») coincide con quella di unità: «Se non c’è Gesù tra noi, se non si è uniti, diventiamo solo dei burocrati».
Ed è ciò che vive l’équipe del Cmd di Ozieri: «L’esperienza del nostro gruppo è lo spirito di comunione». Insieme, si occupano dell’animazione missionaria con un lavoro capillare; organizzano le Veglie in località diverse; promuovono la partecipazione agli incontri formativi. Don Nino accenna ai giovani portati al Convegno Missionario Giovani e alle ragazze mandate al Convegno nazionale di Missio Ragazzi. «Purtroppo, per motivi di studio o di lavoro, prima o poi vanno via».
Tuttavia, si continua a seminare, spinti anche dalla ricchezza di una terra che da sempre si è donata agli altri. Cita un seminarista attualmente in Tanzania che poi andrà a Torino, all’Arsenale della Pace. Parla di don Manuel Gonçalves, giovane sacerdote brasiliano ora fidei donum della diocesi di Ozieri in Brasile. Ricorda don Mario Cherchi e don Gavino Leone, compagni di una vita, e il vescovo Corrado Melis che sempre lo incoraggia. Infine, è la volta di don Angelo Angioni (1915-2008), proclamato “venerabile servo di Dio” da papa Leone XIV il 24 ottobre 2025. «Sta diventando il nostro santo», conclude don Nino a nome di una Chiesa in uscita grata a quel sacerdote che partì prima di tutti.