In ogni numero di “Popoli e Missione”, all’interno dell’Inserto PUM, a firma della nostra collaboratrice Loredana Brigante viene pubblicato un articolo che presenta un Centro missionario diocesano (CMD). Volentieri lo rilanciamo anche sul sito di Missio, certi che possa essere un’occasione di conoscenza vicendevole e uno stimolo di confronto per tutti i Centri missionari delle varie diocesi d’Italia. Questa nuova “Finestra sulle diocesi” accompagna nel Centro missionario diocesano di Como.
È un’esplosione di energia don Alberto Pini, dal 2018 direttore del Centro missionario diocesano (CMD) di Como. E, in effetti, il suo entusiasmo si riflette nella vitalità di una diocesi che già dopo il Concilio Vaticano II ha accolto l’invito ad gentes, con missioni in Argentina e poi in Camerun e in Mozambico.
Lui è anche vicario episcopale per la Pastorale: «Intuizione lungimirante del vescovo perché consente di ampliare lo sguardo». Un approccio in linea con sinodalità, ministerialità e missionarietà, i tre orientamenti emersi dal Sinodo: «Seppur rallentati dalla pandemia, abbiamo messo a fuoco l’essenziale: ripartire dal Battesimo di cui la missione è costitutiva; riportare, come diceva papa Francesco, ogni battezzato alla sua bellezza originaria».
La sfida, infatti, è attuare quest’opera di restauro nelle comunità. «Anche il Centro missionario cerca di darsi un nuovo volto; da sede di recapito e ridistribuzione delle offerte a luogo di incontro e al servizio di tutti; punto di riferimento per chi, rientrando dalle missioni, vi si interfaccia».
Attualmente, tra sacerdoti, religiosi e laici, sono 269 i missionari della diocesi di Como sparsi nel mondo. Presenze valorizzate nel sussidio quaresimale con le loro testimonianze (e stampato in 8.500 copie), nei momenti di fraternità annuali con i fidei donum e i loro parenti, e tramite le esperienze estive.
«Nel 2019, abbiamo anche realizzato il docufilm “Missione andata e ritorno”, strumento prezioso per far capire che ogni mandato missionario non si esaurisce con l’invio e per scoprire tutto il bene che un seme piantato continua a generare».
Tra le altre iniziative: Missio Grest, una giornata di animazione missionaria nelle parrocchie o presso i Saveriani o i Comboniani; “Alzati e cammina”, un percorso di educazione alla mondialità per i giovani, che spesso sfocia nelle partenze brevi in missione. Sullo sfondo, una pastorale integrata per cui si sceglie ogni anno un tema comune e ci si divide i compiti tra i vari Uffici. Per la Veglia missionaria di ottobre, il mandato a Marina Leoni, consacrata dell’Ordo Virginum di Como, inviata nella diocesi mozambicana di Nacala, dove già ci sono e si prevedono altre presenze. «Si realizza il sogno del nostro vescovo, il cardinale Cantoni: un’équipe missionaria con laici e presbiteri. Perché la missione riguarda tutti».