Ricordando che gli uffici di Missio restano chiusi dal pomeriggio di mercoledì 1 aprile fino al Lunedì dell’Angelo compreso, auguriamo a tutti una vera Pasqua di Risurrezione, con un pensiero speciale a chi vive dentro la guerra e alla martoriata terra di Gesù, dalla quale arrivano parole di denuncia ma anche di speranza in Colui che ha vinto la morte.
«Oggi, mentre la guerra sembra soffocare ogni parola di pace, proprio qui, dove Gesù pianse, possiamo ascoltare quella stessa confessione. L’ultima parola di Dio per noi è il sepolcro vuoto, è il Signore che precede i discepoli in Galilea, e con loro precede anche noi verso una pace che non è illusione, ma frutto della croce.
“Se avessi compreso anche tu [Gerusalemme], in questo giorno, la via della pace!” (Lc 19,42) – ci dice Gesù. La pace che Lui offre non è un patto fragile tra nemici, ma una pace che passa attraverso la croce, di un Dio che fa dono totale di sé e che non ha bisogno della forza o del potere delle armi. È questo il paradosso che oggi siamo chiamati ad accogliere.
[…]
Carissimi, in questa terra che continua ad attendere la pace, siamo chiamati a essere testimoni di un amore che non si arrende. Che il nostro cammino di fede, anche oggi, possa essere un cammino di speranza. E che la nostra vita, pur nella durezza del presente, sappia portare l’amore di Cristo e la sua luce là dove tutto sembra oscurità».
(Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Domenica delle Palme, 29 marzo 2026)