«Noi vescovi non possiamo vedere la questione dei migranti in maniera settorializzata, come se fosse solo un problema di “esodi” che impoveriscono i territori o di “arrivi” che li destabilizzano: il povero, che parte o che decide di restare, che arriva e che troppo spesso muore durante il viaggio o conosce sofferenze e ingiustizie indicibili, è Cristo che emigra, resta, soffre, bussa alle nostre porte».

Con queste parole inequivocabili il cardinal Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha aperto a Bari l’incontro Mediterraneo frontiera di pace” in programma fino al 23 febbraio prossimo.

Sessanta  vescovi da venti Paesi diversi sono arrivati nella città pugliese convocati dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana per parlare del luogo di incontro e di pace per eccellenza.

Nella città dove patrono è san Nicola, arrivato dall’Asia Minore,  il cardinale Bassetti ha esordito dicendo: «Vi chiederete quali sentimenti, quali ricordi, quali principi ispiratori siano all’origine di questo nostro incontro. Da quando ho conosciuto il “sindaco santo” di Firenze, Giorgio La Pira, il Mediterraneo ha iniziato a parlare al mio cuore. Si è fatto poi annuncio e proposta due anni fa, quando ho cominciato a sentire dentro di me l’incontenibile sofferenza del “Mare Nostrum”, ridotto a tomba di migliaia di fratelli. È così che mi sono ricordato delle parole pronunciate da La Pira: “Il Mediterraneo torni ad essere quello che fu».

E poi ha proseguito: «La peculiarità di questo ritrovarci – non in un convegno culturale, né per una conferenza – è quella di esprimere il nostro modo più autentico di vivere ed essere Chiesa, che dà voce alle difficoltà e alle domande dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, in un momento che per tanti di loro è davvero drammatico».

Siamo chiamati a tornare al cuore dell’essere Chiesa, ha ribadito il cardinale Bassetti, ovvero una Chiesa che ritorna alle «sorgenti della fede, che trasmette la gioia del risorto, una Chiesa delle beatitudini, della profezia, di “martiri mediterranei,” che sanno riconoscere i segni dei tempi e sono capaci di dialogo per “disarmare” ogni uso blasfemo del nome di Dio in odio al fratello».

E poi ha continuato: «Né dobbiamo dimenticarci, cari fratelli, che il muro che divide i popoli è soprattutto un muro economico e di interessi. C’è una frontiera invisibile nel Mediterraneo che separa i popoli della miseria da quelli del benessere, e non conta se al di qua e al di là di questa frontiera ci sono minoranze ricchissime e crescenti impoverimenti».

L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve ha ricordato che «è stata tradita la promessa di sviluppo dei popoli usciti dagli iniqui sistemi coloniali del secolo scorso, mentre sono ridotte le capacità degli Stati più ricchi di condurre politiche sociali inclusive».

Inoltre, dice Bassetti, esiste «un nesso inscindibile fra la povertà e l’instabilità: non potrà esserci pace senza miglioramento di vita nelle aree depresse del Mediterraneo e nell’Africa sub- sahariana, non potrà esserci sviluppo sostenibile senza che cambino le regole che sottostanno ad una economia dell’iniquità che uccide».

Per la Cei la linea da seguire resta quella tracciata dallo slogan “Liberi di partire, liberi di restare”.

 Ossia, dice il cardinale, «Non potrà esserci arresto delle crisi migratorie e umanitarie senza che sia restituito a ogni uomo e a ogni donna, cittadini del mondo, il diritto di restare nella propria patria a costruire un futuro migliore per sé e per la propria famiglia, e senza che a questo diritto sia affiancato anche quello di spostarsi».

E poi una raccomandazione: «Sulla sponda settentrionale del Mediterraneo, i processi avanzati di secolarizzazione, il congedo definitivo dall’eredità del passato e – dobbiamo riconoscerlo – la stessa lentezza con cui stiamo rispondendo alle esigenze di rinnovamento suggerite dal Concilio, dalla “nuova evangelizzazione” e dalla “conversione pastorale e missionaria”, ci rendono attoniti di fronte al fatto che la fede è trasmessa solo a una minoranza delle nuove generazioni».

Come aiutarci fra Chiese ad «abitare un’area mediterranea dove i cristiani sono dovunque una minoranza?», si chiede il cardinal Bassetti.

E’ su questa domanda che si svilupperanno i tavoli di conversazione previsti nell’incontro. 

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