Dal 1922 la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo è il principale organismo della Chiesa cattolica per sostenere la formazione di seminaristi, sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose nelle giovani Chiese meno dotate di proprie risorse economiche.

Grazie ad essa credenti di tutto il mondo concorrono con la preghiera e la solidarietà fraterna a sostenere, in particolare, gli studi di oltre 70.000 seminaristi distribuiti in quasi 800 seminari in Africa, America del Sud, Asia e Oceania.

Accanto agli aiuti per la costruzione, la manutenzione, l’ordinaria attività dei seminari,  il vitto e le spese sanitarie a favore dei seminaristi, l’Opera di San Pietro Apostolo eroga borse di studio ai sacerdoti di quelle Chiese sorelle per gli studi di specializzazione all’estero, oltre ad altri aiuti economici destinati alla formazione dei novizi e delle novizie appartenenti alle diverse congregazioni religiose locali.

 

L’adozione missionaria

In Italia, da decenni, è la modalità tramite la quale singolarmente o come famiglia, gruppo o comunità parrocchiale, si assume da un lato l’impegno di accompagnare con la preghiera il cammino vocazionale di un seminarista (di cui l’Opera invia foto, dati anagrafici e l’aggiornamento annuale dell'iter scolastico) fino alla sua ordinazione sacerdotale accogliendolo nella fede come figlio “adottivo” e dall’altro l’impegno a versare un libero contributo economico che l’Opera utilizza a vantaggio di tutti i seminaristi.

Per consolidata tradizione l’adozione missionaria non prevede la possibilità di stringere un rapporto personale diretto con il seminarista.

A puro titolo di orientamento si suggeriscono le seguenti somme, anche rateizzabili nell'arco di cinque anni:

  • adozione parziale: € 250,00 (contributo minimo al mantenimento di un seminarista per cinque anni)
  • adozione totale: € 2.600,00 (mantenimento completo di un seminarista per cinque anni).

È possibile sottoscrivere un’adozione permanente con il versamento, una volta per sempre, di € 7.750,00 la cui rendita viene annualmente destinata al mantenimento di un seminarista.

 

Breve storia della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo
L’Opera di San Pietro Apostolo muove i primi passi in Francia nel 1889 per iniziativa di una giovane, Jeanne Bigard, e di sua madre Stephanie.
Madre e figlia frequentano abitualmente la Società delle Missioni Estere di Parigi.
In una lettera del 1 giugno 1889 indirizzata alla famiglia Bigard Mons. Cousin, vescovo di Nagasaki (Giappone), esprimeva il suo rammarico nel rimandare in famiglia, per mancanza di fondi, ragazzi che “avrebbero potuto diventare eccellenti seminaristi e buoni sacerdoti”. Lo scritto del vescovo missionario suona per le due donne come una vera e propria chiamata: il sostegno alla formazione del clero indigeno sarebbe stata la vocazione cui offrire, senza riserve, tutta la loro vita.
Intorno alle due donne nasce un sodalizio che aggrega persone consapevoli dell’importanza dei sacerdoti nella missione evangelizzatrice della Chiesa universale e inoltre disponibili a sostenere gli studi dei seminaristi attraverso l’erogazione di borse di studio e l’offerta della preghiera quotidiana.
L’Opera si estende velocemente. Il 3 maggio 1922 Pio XI la rende organizzazione pontificia con il fine di assicurarne la maggiore efficacia e di sottolinearne il carattere cattolico.

 

SEMINARI COLLEGATI ALLA SEZIONE ITALIANA DELL'OPERA DI SAN PIETRO APOSTOLO 

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