In ogni numero di “Popoli e Missione”, all’interno dell’Inserto PUM, a firma della nostra collaboratrice Loredana Brigante viene pubblicato un articolo che presenta un Centro missionario diocesano. Volentieri lo rilanciamo anche sul sito di Missio, certi che possa essere un’occasione di conoscenza vicendevole e uno stimolo di confronto per tutti i Centri missionari delle varie diocesi d’Italia. Questa nuova “Finestra sulle diocesi” accompagna nel Centro missionario diocesano di Novara.
«Sarebbe bello se l’esperienza missionaria venisse inserita come componente strutturale dell’offerta formativa del clero diocesano. Per conoscere nuove culture e guardare ad un modello di Chiesa diverso dal nostro». È il pensiero di padre Massimo Casaro, classe 1952, dal 2019 direttore del Centro missionario della diocesi di Novara e dal 2022 padre spirituale del Seminario San Gaudenzio.
Non teoria, quindi, ma frutto di valutazioni maturate sul campo, da un osservatorio privilegiato che tuttavia non si fa piedistallo, ma è vita condivisa ogni giorno.
Oltretutto, padre Massimo è un missionario del PIME incardinato in diocesi e, dal 2011 al 2019, dopo 12 anni di direzione del Museo Popoli e Culture di Milano, è stato a San Paolo, in Brasile. Otto anni in cui ha approfondito «l’esperienza dell’amore di Dio in una significativa dimensione di prossimità». Ragion per cui, fin dal suo rientro in Italia, il suo intento è quello di sensibilizzare la diocesi e i seminaristi alla missione universale «per allargare gli orizzonti e riavviare percorsi di riflessione liberi da visioni ristrette».
Tra le attività del Centro missionario di Novara, l’animazione dell’Ottobre missionario, una serie di serate nei vari territori della diocesi e il percorso “R-Estate in missione”, con incontri formativi mensili da ottobre a maggio.
«Da quattro anni si iscrivono una quindicina di ragazzi; l’incentivo è spesso la loro età, con il desiderio di partire. La sfida è fare sì che la missione possa legarsi a un discorso di fede e di impegno». Molti, rientrando, ricevono infatti la benedizione del vescovo alla veglia missionaria e danno testimonianza nelle scuole». Su un altro fronte, si cerca di «riunire le forze vive della realtà diocesana legate alla dimensione missionaria». Ci sono zone più attive e sensibili e altre meno presenti; alcuni gruppi parrocchiali sono totalmente autonomi.
Infine, continua l’impegno del Centro nelle missioni diocesane in Ciad (dal 1988), in Brasile e in Uruguay. «In passato, questa diocesi era ancora più ricca di fidei donum, ma il rischio è che non ci sia il ricambio». Non si consegna un mandato missionario già da alcuni anni, mentre il Vangelo «deve generare novità nella vita degli altri».