La rivista Popoli e Missione

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Popoli e Missione

La nostra rivista, Popoli e Missione,  nasce nel 1986 per conto delle Pontificie Opere Missionarie, prefiggendosi di raccontare la Missione attraverso la voce dei suoi protagonisti, i missionari sparsi in tutto il mondo. Quale mensile di informazione missionaria, Popoli e Missione si rivolge in particolare agli adulti e alle famiglie, ma anche a quanti operano nei centri/uffici missionari diocesani, comunità parrocchiali, religiose, e gruppi di ispirazione missionaria.

Gianni Borsa, giornalista, è il direttore responsabile.

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Contenuti in questo numero

Nei Paesi del Sud globale dove i giovani sono la ricchezza (non solo demografica) maggiore, la creatività e la formazione sono le chiavi di volta di nuovi modelli di sviluppo. Sono gli “under 30” la scommessa di futuro che può cambiare il destino dei loro Paesi, e a loro sono dedicati dossier e copertina del numero doppio di luglio-agosto di Popoli e Missione. Nonostante i contesti critici, spesso distruttivi, nei quali vivono, i giovani se messi nelle condizioni di cogliere delle opportunità, come accade nelle esperienze raccolte in Sud Sudan, Giordania, Brasile, Libano, Pakistan, e Sudan. In Primo Piano un approfondimento sui temi principali contenuti nella prima enciclica di papa Leone XIV Magnifica Humanitas, un testo che indaga l’oggi e guarda avanti per mettere l’uomo al centro dei cambiamenti prodotti dall’Intelligenza Artificiale. Un testo da approfondire in questi nuovi tempi «in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani» come mette in guardia il pontefice. Per l’attualità, un ricordo del vescovo Osorio Citora Afonso, missionario della Consolata, ucciso con un colpo d’arma da fuoco nella diocesi di Quelimane, in Mozambico, lo scorso 6 giugno: era un riformatore che intendeva «purificare» le parrocchie e sottrarle ai piccoli poteri dei corrotti. Ma soprattutto era un «annunciatore del Vangelo che ha voluto puntare molto alto» come dice di lui monsignor Lorenzo Piva che l’ha avuto come amico. Sempre dall’Africa un servizio sull’ultimo focolaio di Ebola nel Nord-Est della Repubblica Democratica del Congo, dove la guerra, le teorie del complotto e la mancanza di fondi rendono (quasi) impossibile il lavoro di medici e sanitari. Ma è ancora possibile “controllare” l’avanzata del virus, grazie al multilateralismo. Per la Tanzania, un focus sulla situazione attuale dopo le ultime elezioni, un Paese tra i più promettenti dal punto di vista macroeconomico, che guarda ancora a Nyerere per poter andare avanti, ma è soffocato da una democrazia autoritaria. Dall’America Latina un reportage sulle rivendicazioni salariali dei contadini in Bolivia per la grave crisi economica che sta mettendo in ginocchio le frange più fragili della popolazione. Scatti dal mondo è dedicato al Premio Tulipani di seta nera ad Andrea Sperotti per il documentario “Senza lasciare nessuno indietro” sul lebbrosario di Marituba nello Stato brasiliano del Parà. Infine il Progetto Pom che proponiamo alla solidarietà dei nostri lettori è in Pakistan, nella diocesi di Hyderabad, al confine con l’India, dove la Scuola primaria della Sacra Famiglia ha presentato un progetto alla Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria (Poim) internazionale, per contribuire alle rette scolastiche di 97 ragazzi.

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