Durante l’annuale Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie (POM), svoltasi a Roma dal 27 maggio scorso fino ad oggi (mercoledì 3 giugno 2026), i direttori nazionali in arrivo dai cinque continenti sono stati ricevuti in udienza da papa Leone XIV.
Lunedì 1 giugno, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico, il Santo Padre ha accolto i rappresentanti della rete mondiale delle POM, insieme al cardinale Luis Antonio Tagle e ai Segretari internazionali delle quattro Opere. Tra i partecipanti, era presente anche don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio e direttore nazionale delle POM italiane.
Papa Leone ha sottolineato molto l’importanza della Giornata Missionaria Mondiale, con un’attenzione speciale a quella che si celebrerà il 18 ottobre prossimo: sarà la centesima edizione e anch’essa sarà dedicata «alla preghiera, alla riflessione e al contributo alla missione di evangelizzazione della Chiesa, specialmente nelle zone dove la proclamazione del Vangelo sta appena iniziando e dove la Chiesa è ancora giovane», ha ricordato il Santo Padre che poi ha ringraziato i presenti e «chiunque lavori con voi nel mondo, per tutti i vostri sforzi, grandi e piccoli, nel promuovere la Giornata Missionaria Mondiale in ogni circoscrizione ecclesiastica nella comunione universale della Chiesa».
Papa Leone ha anche sottolineato l’importanza delle quattro Opere missionarie, ognuna con il suo specifico: la Pontificia Opera della Santa Infanzia, la Pontificia Opera della Propagazione della Fede, la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo, la Pontificia Unione Missionaria.
A proposito di quest’ultima, ha ricordato che nel 2026 cade il 110° anniversario dalla fondazione ad opera del beato Paolo Manna. E’ importante valorizzare quest’Opera, ha detto, perché c’è bisogno di promuovere «una spiritualità missionaria sempre più fervente e un impegno sempre più profondo nella missione universale di evangelizzazione della Chiesa in questo nuovo tempo missionario».
Ma tutte le Opere sono essenziali, ancor più in questo nostro tempo: è urgente, ha concluso, «intraprendere una conversione missionaria continua e cercare insieme modi per essere una Chiesa missionaria per guarire il nostro mondo, così pieno di tensioni, conflitti e guerre».
Un compito – ha rimarcato papa Leone – in cui «il lavoro delle Pontificie Opere Missionarie rimane essenziale».