Don Valerio Bersano, segretario nazionale di Missio Adulti&Famiglie, Missio Consacrati e Missio Ragazzi, ogni mese commenta l’intenzione di preghiera proposta dal papa tramite l’Apostolato della Preghiera, Opera e Fondazione pontificia. La riflessione di don Bersano viene pubblicata in una pagina ad hoc sul mensile “Popoli e Missione”. Volentieri la riportiamo anche qui.

 

«Preghiamo affinché lo sport sia uno strumento di pace, incontro e dialogo tra culture e Nazioni, e perché promuova valori come il rispetto, la solidarietà e il miglioramento personale».

Per molto tempo lo sport è stato considerato “cosa da ricchi”, un lusso insomma per pochi, ma le cose stanno cambiando ovunque, grazie a molteplici fattori: dalle conoscenze mediche alla capillarità delle informazioni che raggiungono tutto e tutti. Il tempo che viviamo in condivisione, con gli altri, va considerato un tempo dilatato per il suo valore, in quanto ci aiuta a vivere in armonia con noi stessi. Nei giorni successivi alla Pasqua, papa Leone XIV ha voluto incontrare molti atleti fra coloro che hanno preso parte all’ultima Olimpiade invernale di Milano-Cortina 2026. Sorridendo ai numerosi giovani intervenuti ha detto: «Lo sport, quando viene autenticamente vissuto, non resta soltanto una prestazione: è una forma di linguaggio, un racconto fatto di gesti, di fatica, di attese, di cadute e di ripartenze». Davvero lo sport può essere strumento di fraternità fra popoli e culture, soprattutto nel contesto olimpionico, dove i rappresentanti di Paesi e continenti diversi si incontrano nel nome dell’agonismo: quando ci si impegna in una disciplina sportiva non esistono differenze, non si notano distanze e questo fa pensare all’universalità. Se tutti sono protesi al raggiungimento del massimo livello in una disciplina sportiva, le possibili differenze smettono di emergere, perché l’attenzione è su altro, su ciò che viene premiato. Il pontefice in quella felice occasione ribadiva inoltre: «Lo sport concorre alla maturazione del nostro carattere, richiede una spiritualità salda ed è una forma feconda di educazione. Dallo sport si impara a conoscere il proprio corpo senza idolatrarlo, a governare le emozioni, a competere senza perdere il senso della fraternità, ad accogliere la sconfitta senza disperazione e la vittoria senza arroganza. (…) Nel tempo attuale, così segnato da polarizzazioni, rivalità e conflitti che sfociano in guerre devastanti, il vostro impegno assume un valore ancora maggiore: lo sport può e deve diventare davvero uno spazio di incontro!» Promuovere la solidarietà e agire nel rispetto di tutti ci fa ben sperare, affinché emerga sempre più l’impegno comune a lavorare instancabilmente per la pace, condizione fondamentale per crescere in umanità e mostrare la parte migliore di ciò che tutti siamo, nel vero progresso rappresentato dal raggiungimento di una convivenza leale e rispettosa. Che lo sport inteso così aiuti tutti a fare della vita una esperienza di crescita, per gareggiare nella fraternità universale.