Ha preso il via mercoledì 27 maggio 2026 a Roma l’annuale Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie (POM), in programma fino a mercoledì 3 giugno prossimo. Occasione di ritrovo per tutti i direttori nazionali in arrivo dai cinque continenti e di confronto su come risvegliare la responsabilità missionaria di ciascun battezzato e sostenere le comunità ecclesiali nelle aree in cui la Chiesa è giovane.
Nel programma è prevista anche l’udienza con papa Leone XIV, fissata per la mattina di lunedì 1 giugno.
L’Assemblea si svolge presso il Collegio internazionale San Lorenzo di Brindisi dei Frati Cappuccini ed è stata aperta dal cardinale Luis Antonio Gokim Tagle, pro-prefetto del Dicastero per l’evangelizzazione (Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari).
Domenica 31 maggio i partecipanti all’Assemblea si recheranno in pellegrinaggio al Santuario di Santa Filomena, si trasferiranno a Napoli per visitare il duomo e venerare le reliquie di San Gennaro.
Nelle sessioni di lavoro, le relazioni dei quattro Segretari generali esporranno attività e bilanci di ogni singola Opera e verranno presentati e approvati i nuovi progetti da sostenere con le offerte raccolte durante la Giornata Missionaria Mondiale (GMM).
Un’attenzione speciale sarà data al tema della GMM 2026, in programma per domenica 18 ottobre con lo slogan: “Uno in Cristo, uniti nella missione”. Quest’anno, infatti, ricorrono i 100 anni dall’istituzione della Giornata voluta da papa Pio XI come momento speciale per vivere e manifestare il coinvolgimento di tutto il popolo di Dio nell’opera apostolica, attraverso la preghiera e l’offerta di sostegno materiale.
Il cardinale Tagle, nella sua riflessione che ha aperto l’Assemblea, ha proposto una rilettura spirituale del Messaggio di papa Leone XIV per la GMM 2026, pubblicato lo scorso 25 gennaio, nel giorno in cui la Chiesa fa memoria della conversione dell’apostolo Paolo.
Il cardinale ha ricordato che il tema del Messaggio di papa Leone XIV, “Uno in Cristo, uniti nella missione”, riecheggia il suo motto pontificio di matrice agostiniana “In Illo uno unum” (nell’unico Cristo siamo uno).
Nel programma dell’Assemblea viene dato spazio anche all’azione delle quattro Opere missionarie, tra le quali segnaliamo in particolare la Pontificia Opera di San Pietro Apostolo (Pospa) che lunedì 1 giugno prossimo celebra i 137 anni dalla sua fondazione.
La Pospa nacque per sostenere i seminaristi, grazie all’intuizione delle signore Bigard (Jeanne e sua madre), francesi. Sollecitate da una lettera scritta il 1° giugno 1889 da monsignor Jules-Alphonse Cousin, vicario apostolico del Giappone meridionale dal 1855, poi vescovo di Nagasaki dal 1891, le due signore si resero conto che i seminaristi delle giovani Chiese non erano in grado di provvedere autonomamente agli studi per diventare sacerdoti. E neppure i vicariati potevano supplire, facendosi carico di tutte le spese per la loro formazione. Così monsignor Cousin si trovò costretto a rimandare a casa dei giovani giapponesi con chiari segni di vocazione sacerdotale, perché non aveva le risorse per farli studiare. Mortificato per la risposta data agli aspiranti seminaristi e indirizzato da una benefattrice, scrisse alle signore Bigard: da quella lettera nacque l’idea dell’Opera.
Erano gli ultimi anni dell’Ottocento, ma da allora l’Opera di San Pietro Apostolo – grazie ai tanti benefattori che la sostengono – aiuta i seminaristi delle giovani Chiese, quando manca l’essenziale per vivere.
(Nella foto: In preghiera durante l’Assemblea delle POM in corso a Roma)