In ogni numero di “Popoli e Missione”, all’interno dell’Inserto PUM, a firma della nostra collaboratrice Loredana Brigante viene pubblicato un articolo che presenta un Centro missionario diocesano (Cmd). Volentieri lo rilanciamo anche qui, certi che possa essere un’occasione di conoscenza vicendevole e uno stimolo di confronto per tutti i Centri missionari delle varie diocesi d’Italia. Questa nuova “Finestra sulle diocesi” accompagna nel Centro missionario diocesano di Sassari.

 

«Se mi chiudo nel mio piccolo mondo, mi spengo». Per don Antonino Canu, classe 1969, direttore dal 2013 del Centro missionario diocesano di Sassari, è forse questa la sintesi più efficace del senso della missione.

In questi ultimi 13 anni, il Centro missionario è molto cambiato. «Da un’équipe stabile di sei, sette incaricati, sempre più oberati, si è passati ad una rete più ampia e informale, costruita attorno alle persone che partecipano alle iniziative: laici, religiosi, catechisti».

Il Cmd accompagna le parrocchie – una sessantina – soprattutto nel mese missionario, nella preghiera del Rosario e nelle proposte di animazione. «Riguardo alle attività con i bambini, vorremmo rilanciare la Giornata dei ragazzi missionari, individuando una data più favorevole rispetto al 6 gennaio». Significativo il rapporto di cooperazione e di scambio con la diocesi di Ihosy, avviato nel 2013 in Madagascar e preceduto da un’esperienza in Cile negli anni Settanta, ai tempi di Pinochet.

«Ogni volta che rientra, il nostro fidei donum don Francesco Meloni visita tante comunità, non si riposa mai», osserva don Canu, perché sa che la missione continua anche attraverso l’incontro e la condivisione. Negli anni, alcuni laici sono partiti per visitare i missionari. «Vedere quelle realtà, tornare e condividere l’esperienza può diventare uno stimolo perché altri giovani compiano lo stesso percorso». «Non mancano però le difficoltà: le offerte missionarie, in alcune parrocchie, sono diminuite e i gruppi giovanili missionari sono pochi, perciò le persone straniere presenti in diocesi, molte delle quali cristiane, possono diventare una risorsa».

Per il direttore del Cmd, «la missione è appartenere alla grande famiglia di Dio». Ed è proprio sulla scia di questa consapevolezza che questo centenario assume, per Sassari, un significato particolare. «Pensare che ci siano state persone così cariche di entusiasmo da contribuire a dare forma alla Giornata Missionaria Mondiale non è motivo di orgoglio, ma di impegno. Ci mette in discussione, come diocesi e come persone».