Il saluto di don Giuseppe Pizzoli, direttore di Missio, ha dato il benvenuto ai partecipanti alla prima delle Giornate nazionali di formazione e spiritualità missionaria in corso fino a domenica 30 agosto presso la Domus Pacis di Assisi. La 24esima edizione dell’appuntamento organizzato dalla Cei – Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese e la Fondazione Missio, è caratterizzata dal centesimo anniversario della Giornata Missionaria Mondiale-GMM, come ha sottolineato don Pizzoli, entrando nel vivo del titolo delle Giornate “Cuori riconciliati, desiderosi di comunione”. <<In questi giorni vogliamo alimentarci di contenuti, messaggi, testimonianze – ha detto -, perché siano l’humus su cui vivere l’animazione missionaria della Giornata Missionaria Mondiale. È una occasione per incontrarci e sentirci una famiglia di missionari “Uno in Cristo, uniti nella missione” come esorta papa Leone per vivere una missione condivisa. Fondamentale per il dinamismo della Chiesa universale è il ruolo delle Pontificie Opere Missionarie che tanto hanno fatto per la vitalità della GMM, nata nel 1926 da una iniziativa del Circolo missionario del Seminario di Sassari>>.
Per la lectio divina di oggi, in sala pagine di Vangelo vivo, con don Ugo de Rosa, fidei donum in Turchia, Gabriella Salvalaggio, volontaria laica in un centro di ascolto in provincia di Torino, e suor Silvia Beatriz Paredes religiosa peruviana della Comunità di Villaregia, che hanno portato le loro testimonianze dalle periferie geografiche, economiche e psicologiche.
Per “comprendere le fratture del mondo” il professor Maurizio Ambrosini docente all’Università Cattolica di Milano, ha affrontato un’analisi a 360 gradi della situazione geopolitica attuale per capire come oggi la missione si coniuga con la mondialità a partire dalla sfida delle diseguaglianze. Difronte alle crescenti tensioni belliche, dell’aumento dell’investimento negli arsenali di armi sempre più sofisticate, il professor Ambrosini ha sottolineato come <<il potere economico tende a influenzare il potere politico sempre più apertamente, o ad allearsi con questo in forme oligarchiche come nel caso di Elon Musk e dei nuovi padroni delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale>>.
Le disuguaglianze e le speculazioni politico economiche alimentano la crescita di populismi e involuzioni autoritarie: tra il 2004 e il 2024 la percentuale di popolazione che vive in autocrazie è aumentata di quasi il 50%: oggi solo tre persone su 10 nel mondo vivono in democrazia. Un ruolo importante sull’aumento delle masse di poveri è la riscrittura degli aiuti internazionali e i tagli agli aiuti pubblici allo sviluppo (APS), secondo l’OCSE è calato da 212 a 174 MLD di dollari tra il 2024 e il 2025.
Va ancora peggio per la componente umanitaria, (-35%), e per gli aiuti rivolti ai Paesi più poveri: -26,3% per l’Africa subsahariana. Trade over Aid è il nuovo principio: aiuti in cambio di risorse, come i minerali e terre rare.
C’è poi la realtà dei rifugiati, nei confronti dei quali si è creata la crescente chiusura di molti governi: il nuovo Patto su Immigrazione e Asilo dell’UE e i regolamenti approvati ne sono un chiaro esempio. Sono diminuiti i rifugiati nel mondo (da 123 milioni a 117,8 milioni nel 2025), perché è diminuita la disponibilità ad accogliere e sono aumentati i ritorni, anche forzati. Una questione divisiva e altamente politicizzata, al di là della consistenza effettiva dei fenomeni, con la tendenza dell’opinione pubblica mondiale a ingigantire episodi di cronaca portandoli a dimensione complessiva e generalizzata.
In quadro così complesso e fluido, non mancano però segnali di speranza. Il professor Ambrosini ha citato <<le mobilitazioni giovanili: la generazione Z ha fatto cadere negli ultimi anni diversi governi, dal Bangladesh al Nepal al Madagascar>> ma anche <<il crescente protagonismo femminile, la vitalità della società civile, la crescita delle Chiese del Sud del mondo, l’ascolto che trova papa Leone, e prima di lui papa Francesco, sui temi della pace, della tutela del Creato, dell’accoglienza>>.