Si apre domani ad Assisi la 24esima edizione delle Giornate nazionali di formazione e spiritualità missionaria, il tradizionale appuntamento promosso dall’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese- Cei e dalla Fondazione Missio che quest’anno ha come titolo “Cuori riconciliati e desiderosi di comunione” che si svolge dal 27 al 30 agosto presso la Domus Pacis a Santa Maria degli Angeli. Molti gli spunti di riflessione in preparazione della Giornata Missionaria Mondiale-GMM che quest’anno festeggia i 100 anni dalla sua istituzione e ha come slogan “Uno in Cristo, uniti nella missione” scelto da papa Leone XIV per il Messaggio della GMM.
All’evento partecipano oltre 250 persone di 46 diocesi, di cui 65 in modalità on line: tra loro direttori, équipe e animatori di Centri missionari diocesani, fidei donum, laici, e missionari rientrati dalla missione, ad animatori parrocchiali oltre che religiosi e religiose, seminaristi, rappresentanti di Onlus e Ong di ispirazione cristiana impegnate nella missione.
Il fitto programma di interventi di esperti, docenti e protagonisti dell’ad gentes, offre un ampio orizzonte sulle tematiche attuali dell’evangelizzazione a 360 gradi, a partire dall’analisi del professor Maurizio Ambrosini, docente di sociologia delle migrazioni all’università di Milano che, dopo il saluto di apertura del direttore di Missio don Giuseppe Pizzoli, approfondirà il complesso quadro geopolitico attuale per “Comprendere le fratture del mondo”, come propone il titolo del suo intervento.
Una riflessione di partenza per comprendere le nuove sfide per la missione, a partire dalla ricerca della pace tra i popoli e nei territori segnati da guerre e violenze.
Nella prima Giornata dedicata a comprendere meglio “Un mondo diviso” sarà importante approfondire la genesi dei conflitti che attualmente segnano il mondo, a partire dalle profonde disuguaglianze che dividono masse di poveri da una ristretta elite di ricchi: nell’ultimo anno le fortune dei miliardari sono cresciute di 2.500 miliardi di dollari (+ 8,1% rispetto al 2020), una cifra record mai registrata nella storia e quasi equivalente alla ricchezza totale della metà più povera dell’umanità.